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Sèn Jan in Val di Fassa

Sén Jan di Fassa è una splendida località turistica dolomitica, che deriva dall’unione dei paesi di Vigo e Pozza.

Si trova in Val di Fassa, una vallata alpina celebre per la sua grande vocazione montana sia escursionistica che sciistica. Situata nell’estremità nord-orientale del territorio della provincia di Trento, Sén Jan sorge più o meno a metà della lunga e incantevole Val di Fassa, stretta tra la base dell’imponente massiccio del Catinaccio e delimitata a est dalle ultime propaggini del gruppo della Marmolada.

Come per tutta la Val di Fassa, anche questa località riceve ogni anno un numero elevatissimo di turisti, di amanti dell’escursionismo e del trekking ad alta quota e in generale di visitatori appassionati di sport invernali. Qui è infatti attivo il centro sciistico del comprensorio della Val di Fassa/Dolomiti Superski, un impianto di sci molto importante nella regione. Dal fondo della valle partono numerose escursioni verso il Catinaccio e la Marmolada, caratterizzate da diversi livelli di difficoltà.

La zona di Sén Jan si presta quindi ad essere una perfetta meta di vacanze per sportivi, che troveranno moltissime occasioni per tenersi in attività, per famiglie con bambini, che potranno percorrere i sentieri più semplici e godere dei prati incontaminati, ma la sua quiete e i paesaggi romantici sono ideali anche per giovani coppie che cercano un luogo appartato e ricco di emozioni.

La questione della denominazione di Sén Jan di Fassa

Con il nome ladino di Sén Jan s’indica un nuovo comune italiano, che è stato istituito ufficialmente il 1 gennaio 2018 dalla fusione di due comuni minori: Pozza di Fassa e Vigo di Fassa.
Il fatto che la sua denominazione si presenti però come una commistione linguistica di ladino e italiano ha fatto scaturire delle polemiche e ha causato la dichiarazione da parte della Corte Costituzionale di illegittimità del nome scelto (7 dicembre 2018).

In ambienti più italiani la località è infatti chiamata San Giovanni di Fassa. Ma la storia dell’unione dei paesi di fatto trae origine da molto prima ed è dovuta al progressivo ingrandimento dei due rispettivi comuni fino allo stato di congiunzione in cui si trovano oggi. Questa situazione ha portato a un referendum che si è tenuto il 20 novembre 2016 sulla fusione dei due comuni di Vigo e di Pozza e che ha avuto successo. Il nuovo comune, data la maggioranza ladina presente sul territorio, ha optato per darsi un nome che sapesse rispecchiare la sua identità. Del comune di Sen Jan di Fassa fanno parte anche i centri abitati di Pera, Costa, Larzonei, Monzon, Passo di Costalunga, Tamion, Val e Vallonga.

Come arrivare a Sén Jan di Fassa

Raggiungere Sén Jan di Fassa in auto non è difficile: dall’autostrada A22 del Brennero si può uscire a Egna-Ora (uscita 75). Da lì la strada Dolomites, che passa per Fontanefredde e Nuova Redagno, conduce in Val di Fiemme. Prima di entrare a Predazzo, si seguono le indicazioni per Val di Fassa. Sempre in auto un’alternativa è quella di uscire a Bolzano nord (uscita 77) e percorrere la spettacolare strada che porta a Nova Levante e al passo Costalunga/Carezza (a un’altitudine di 1700 m!) e poi ridiscende per sbucare direttamente a Vigo di Fassa. Anche l’autobus, per chi è più vicino può essere una soluzione, grazie alle linee della SAD e della Trentino Trasporti. Si può arrivare anche in treno dalla stazione di Ora-Auer in Val d’Adige, di Bolzano o di Trento. Per chi invece parte da molto più lontano, gli aeroporti più vicini alla Val di Fassa sono quello di Bolzano-Dolomiti, che si trova a 40 km da Sén Jan, l’aeroporto Antonio Canova di Treviso a 160 km, oppure l’aeroporto Valerio Catullo di Verona a 180 km.

La storia di Sén Jan di Fassa e delle sue frazioni

Il centro di Vigo e di Pozza risalgono al Medioevo, un po’ come gli altri centri della Val di Fassa, anche se si possono far risalire i primi ritrovamenti fino al Paleolitico. Comunque fu nei secoli dopo il Mille che questi piccoli abitati cominciarono a prosperare grazie all’agricoltura e all’allevamento, fino alla fine dell’Ottocento – inizio Novecento, quando Sèn Jan e i paesi limitrofi diventarono pian piano delle mete turistiche molto frequentate da appassionati di montagna, prima soprattutto austriaci, poi anche italiani. Fu nel primo dopoguerra che tutta la zona della vallata passò dai territori dell’Impero Austro-Ungarico all’Italia e solo dopo la Seconda Guerra Mondiale il paese vide la sua vera ascesa nel settore del turismo, in particolar modo accelerata dalle primissime installazioni di moderni impianti di risalita e dalla costruzione delle maggiori strutture ricettive per il turismo.

Oggi quindi Sén Jan di Fassa risulta avere quindi non uno, ma ben due centri storici: quello della frazione di Vigo di Fassa (Vich in ladino) e quello di Pozza di Fassa (Poza). In particolare, il centro di Vigo fa parte dell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia ed è situato in una bellissima posizione, sul versante destro del fiume Avisio, mentre Pozza si trova poco più su, sul lato opposto.

Cosa vedere a Sén Jan di Fassa

La parte storica di Sén Jan di Fassa riserva molte bellezze architettoniche per i suoi visitatori: scorci su vicoli pittoreschi, edifici storici e antiche case. In particolare sulla stradina che da via Meida va verso la Malga Alloch sono visibili alcune tra le più belle e antiche case della zona. Meritano uno sguardo attento anche i fienili presenti su tutta l’area: il Fienile dei Cuori e quello che si trova di fronte alla chiesa di Pozza sono strutture di un certo pregio nell’ambito dell’architettura popolare.

Ma cosa vedere in particolare nella zona di Sén Jan di Fassa? Ecco qui alcuni esempi delle maggiori attrazioni turistiche che fondono arte, cultura e tradizione tipiche dell’area fassana.

La Chiesa di San Giovanni

L’antica Chiesa di San Giovanni, che risale al XV secolo, si trova nella piccola frazione di Sén Jan ed è facilmente accessibile dalla statale 48. Questo edificio religioso, che è uno dei più antichi di tutta la valle, ospita al suo interno alcuni affreschi che risalgono al XVI secolo. La struttura è caratterizzata da uno stile gotico ben identificabile anche da lontano grazie all’alto campanile a cuspide che ospita sei campane. Quattro di queste risalgono al 1922, una al 1967, ma la campana che ha maggiore rilevanza storica è la più grande. Fu realizzata nel 1549, grazie all’opera del maestro Ludovico Simonato che fuse questo campanone per un peso di ben 2565 kg, ancora oggi perfettamente funzionante dopo quasi 500 anni.

L’eremo di Santa Giuliana

Su un piccolo colle, in un luogo più appartato rispetto al paese, sorge l’eremo di Santa Giuliana sempre in stile rigorosamente gotico. Questo sito è considerato il più antico centro religioso di tutta la Val di Fassa, perché, anche se la chiesa che si può vedere oggi risale al Quattrocento, in realtà sin dal 1237 è documentata qui l’esistenza di una chiesa precedente, che fu completamente ricostruita due secoli dopo. All’interno dell’Eremo di Santa Giuliana (in lingua ladina Sént Ujan) merita una particolare attenzione l’altare maggiore, costruito nel 1517 dall’artista Giorgio Artz di Bolzano, realizzato in legno accuratamente intagliato, che è giunto ben conservato fino a noi. Di speciale rilevanza artistica sono anche gli affreschi che si possono vedere nell’abside, sempre della seconda metà del Quattrocento. Fuori dalla chiesa, proprio a fianco, si trova una piccola cappella della stessa epoca dedicata a San Maurizio. Delle quattro campane presenti nel campanile, la più antica è datata 1496 ed è anche la più vecchia dell’intera Val di Fassa. Questi strumenti unici e preziosissimi vengono suonati solo in particolari occasioni.

Il cimitero austro-ungarico

Poco sotto la Chiesa di Santa Giuliana è possibile visitare il Cimitero di guerra austro-ungarico che accoglie le salme di oltre 600 soldati austriaci morti durante la Prima Guerra Mondiale sui monti che circondano la Val di Fassa. Il luogo è circondato da abeti e larici, inserito in una dimensione molto tranquilla che richiama al raccoglimento. I nomi dei caduti sono scritti su semplici croci di legno a memoria dell’atrocità di tutti i conflitti. Al centro del cimitero c’è un piccolo vialetto dal quale è possibile raggiungere una cappella votiva posta in un punto sopraelevato.

Il Castello di San Nicolò

Su un’altura che sorge all’imboccatura della piccola Val San Nicolò, nel punto in cui il fiume Avisio riceve le acque del Rio San Nicolò, sorge il Mas, una sorta di austero castello che è sopravvissuto alle demolizioni e alle ricostruzioni dei vari edifici storici della zona. È caratterizzato da un torrione che sorveglia la valle sottostante e che un tempo si trovava in collegamento visuale con l’altra antica torre appartenente alla Corte di Fassa, situata a Vigo, che era la principale sede del potere politico e militare nella valle. Durante il medioevo, grazie alle loro posizioni sopraelevate e favorite da un’ampia visuale, i due castelli potevano controllare l’intera vallata.

Ciampedie

Nel centro della frazione di Vigo c’è il punto di partenza di una moderna funivia che allaccia in pochi minuti la valle alla conca di Ciampedie che si trova ad un’altitudine di 2000 metri. Qui il turista potrà godere di una stupenda vista panoramica sull’intera Val di Fassa, sull’imponente Catinaccio, sulle aguzze Torri del Vajolet e sulle appuntite cime del Larsech. L’area è servita da rifugi e baite e funge da punto di partenza di molti percorsi diretti al Passo delle Cigolade o sul Catinaccio. Si tratta di camminate che si possono effettuare solo nel periodo estivo, perché durante l’inverno la zona viene coperta dalla neve e tutta l’area di Ciampedie diventa il centro della ski-area Catinaccio.

L’identità ladina in Val di Fassa e a Sén Jan

Il paese di Sén Jan, oltre ad essere una rinomata località turistica per le escursioni e per l’attività sciistica, presenta anche un’altra peculiarità. Questa località infatti, assieme ad altri comuni della zona, fa parte di una enclave linguistica minoritaria di lingua ladina. In base a un censimento del 2011 risulta che solo il 12,3% della popolazione residente a Sén Jan è di madrelingua italiana, mentre ben l’87,7% è di lingua ladina e in particolare parla la variante ladina detta Brach.

L’area geografica ladina occupa non solo la Val di Fassa, ma anche altre tre celebri valli dolomitiche, la Val Badia, la Val Gardena e la zona della vallata di Cortina d’Ampezzo, in cui il ladino è parlato da secoli e la popolazione si riconosce in un’identità culturale a sé stante ricca di storie e tradizioni da tutelare e tramandare.

Il Museo Ladino di Fassa

Per chi volesse approfondire questo aspetto culturale, può risultare particolarmente interessante una visita al Museo Ladino di Fassa gestito dall’Istituto Culturale Ladino inaugurato nel 2011 che ha sede proprio nella frazione di San Giovanni. All’interno del museo è possibile osservare oggetti e immagini che riguardano le tradizioni e la cultura ladina, nonché attrezzi e strumenti legati alle attività agricole e artigianali del passato, contestualizzate in ottime ricostruzioni degli ambienti. L’esposizione ripercorre la storia della vallata dalla preistoria al presente.

È possibile visitare anche altri siti museali che hanno a che fare con l’artigianato locale del passato, come il mulino e la malga a Pera di Fassa.
Il Mulino rappresenta uno dei pochi ancora funzionanti ad acqua esistenti in tutto il territorio del Trentino e dispone di tre ruote idrauliche collegate a due grandi pale che azionano, grazie alla spinta data dall’acqua, due macchine per macinare i cereali. La sua origine non è datata con esattezza, ma si ipotizza che si possa benissimo situare nel XVIII secolo.
La Malga si trova invece presso il Caseificio Sociale di Val di Fassa, che dal 2013 ha riservato nei suoi locali una sezione particolare dedicata a mostrare i segreti della tradizionale arte casearia. Qui è possibile osservare attrezzi e strumenti antichi che venivano usati per la produzione del formaggio e del burro, attività che in queste valli ha sempre avuto, sin da tempi antichissimi, una grande rilevanza.

La zona di Sén Jan rappresenta quindi la meta ideale per una vacanza in grado di fondere natura e sport nella maestosità delle montagne.